Piccole Grandi Vigne: Luca Attanasio.

Le sue origini sono da far risalire ad antichi vitigni provenienti dalla Dalmazia, come il Plavac Mali, molto simile al Primitivo pugliese e imparentato con lo Zinfaldel californiano, uno dei vitigni a bacca rossa più diffusi e apprezzati in America.

È un vitigno che matura precocemente rispetto alle altre varietà presenti in Puglia, da qui il nome Primitivo. Anche il Primitivo, come molti vini del sud Italia è stato considerato per lungo tempo solo un vino da taglio, grazie al naturale grado alcolico elevato, al colore intenso e alla sua struttura era usato per rinvigorire i deboli vini francesi e del nord Europa.
Negli ultimi decenni, però, si è sviluppata tra i produttori una maggior consapevolezza delle potenzialità del Primitivo e grazie all’attento lavoro dei viticoltori si è riusciti a valorizzare questo vino rosso intenso e potente, di grande eleganza e finezza.

La vicinanza al mare e le eccezionali caratteristiche di drenaggio di questo terreno rosso argilloso, ricco di minerali e di ferro, sono le condizioni perfette per la produzione del Primitivo DOC.

La composizione del terreno, la valorizzazione delle varietà autoctone, le potature corte, le basse rese per ettaro, la ricerca di sistemi di allevamento nuovi, consentono di ottenere vini dalla grande personalità.

Il vitigno del Primitivo è caratterizzato da buona produttività che deve essere controllata e contenuta per poter ottenere uve con alto valore aromatico e di conseguenza vini di eccellente qualità.

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